Storia Teatro di Rifredi Firenze

Teatro di Rifredi di Firenze

..la sua Storia

Il Teatro di Rifredi si trova al centro del vasto ed animato quartiere di Rifredi nella zona Nord/Ovest di Firenze, subito sopra la Fortezza da Basso. E’ questa la zona dell’espansione metropolitana della città, segnata dall’areoporto di Peretola, l’ospedale di Careggi, il nuovo palazzo di Giustizia e il Polo Universitario; ma anche punteggiata da splendide Ville Medicee, dal Museo Stibbert, dal Giardino dell’Orticultura e da vestigia d’archelogia industriale come l’ex Meccanotessile. Insomma: un luogo in bilico tra tradizione e contemporaneità.

Il Teatro di Rifredi fu costruito nel 1913 dai soci della centenaria Società di Mutuo Soccorso di Rifredi, che ne sono tuttora i proprietari. Il teatro possedeva un palcoscenico a doppia pendenza, “a dorso di somaro”, e due boccascena, uno verso l’interno e uno verso l’esterno, per consentire sia le rappresentazioni invernali al chiuso che quelle estive all’aperto. A metà degli anni ’20 il teatro venne incendiato dalle squadracce fasciste e poi trasformato in salone della Casa del Fascio. Nel dopoguerra i soci-operai della S.M.S. dovettero riacquistarlo dallo Stato, mettendo come pegno i propri beni personali.

Una vera e propria attività teatrale continuativa inizia a partire dal 1967, strenuamente sostenuta in tutti gli anni successivi da un appassionato socio della Società di Mutuo Soccorso, Alberto Cheli. Ad avviare questa attività è il regista Ruggero Rimini con il suo innovativo Gruppo Proposte Teatrali, tra le cui file militano alcuni giovani esordienti destinati a proseguire un’autonoma carriera teatrale come Alberto Gagnarli, Daria Nicolodi, Norma Martelli, Franco Piacentini, Paolo Santangelo e il pittore/scenografo Maurizio Nannucci e la costumista Rosalba Magini.

Tra la fine degli anni ’60 e i primi anni ’70, il teatro diventò, con il nome di “Humor Side”, un importante luogo d’aggregazione giovanile dedicato al cabaret e alla pantomima. Le prime felici stagioni del teatro furono gestite dall’esordiente trio dei Giancattivi (Alessandro Benvenuti, Athina Cenci e Paolo Nativi poi sostituito da Franco Di Francescantonio successivamente sostituito da Francesco Nuti), e culminarono in alcune memorabili rassegne sull’arte del mimo a cui parteciparono artisti del calibro di Justin Case, le Spiderwoman, Dario Fo, Yves Lebreton, Nola Rae, Carlo Verdone.

Quando, a seguito dei successi televisivi e cinematografici, i Giancattivi alla fine degli anni ’70 lasciarono il teatro, esso si trasformò in “Centro Sperimentale per il Teatro”, spostando la propria attenzione verso le produzioni dei nuovi gruppi giovanili emergenti del Teatro Sperimentale Italiano. Dopo alcuni iniziali successi, il teatro ebbe una fase di declino in cui perse identità e pubblico e cedette il passo ad attività di discoteca (“Casablanca”) e d’intrattenimento danzante.

Nel 1984 la proprietà decise, in via sperimentale, di affidare la programmazione per una stagione alla compagnia Pupi e Fresedde, la quale era in cerca di una sede stabile in città dopo anni di errabondi successi nazionali ed internazionali. Nonostante il notevole successo che ottenne quella stagione, piena di nomi prestigiosi, il teatro devette subito chiudere per motivi d’inagibilità.

Furono allora avviati dei radicali lavori di ristrutturazione. Fu creato un nuovo ingresso al teatro e dei nuovi camerini, eliminate tutte le sovrastrutture da discoteca, murato il boccascena esterno ed eliminato il “dorso di somaro” dal palcoscenico. La platea restò comunque in piano mattonellato per consentire il doppio utilizzo come teatro e come salone danzante.

Nel 1986 il teatro riaprì i battenti con il nome di “Teatro di Rifredi”, affidandosi alla direzione artistica ed organizzativa della compagnia Pupi e Fresedde, che lo inaugurò con un progetto internazionale finanziato dalla Commissione Culturale della Comunità Europea. In pochi anni il teatro diventò una delle sale più importanti e stimate della città, alternando alle proprie produzioni l’ospitalità delle rassegne di teatro di ricerca dell’E.T.I., alle prestigiose presenze nazionali ed internazionali il debutto di giovani artisti esordienti.

Il grande successo della nuova gestione convinse la proprietà ad intervenire sulla sala nel 1991 con nuovi e costosi lavori di ammodernamento, il principale dei quali fu la realizzazione della platea a gradinata, dotata di nuove e più comode poltroncine (donate al teatro dagli stessi spettatori), che sancì la definitiva destinazione d’uso della sala per le sole attività spettacolari. Così, migliorata nella visibilità, nell’acustica, nel confort e nell’immagine, la sala diventò quella che è attualmente. L’inaugurazione del nuovo teatro avvenne nel gennaio del 1992 con uno spettacolo di Leo De Berardinis.

Nel 2003, grazie all’enorme e qualificata attività di Pupi e Fresedde indirizzata ai bambini e alle scuole, il teatro, con un decreto ministeriale, è diventato la sede del Teatro Stabile d’Innovazione per l’Infanzia e la Gioventù, ed ha conseguentemente ottenuto dalla Regione Toscana la qualifica di Ente di Rilevanza Regionale.

Nel 2015, grazie alla consistente e prestigiosa attività produttiva, Pupi e Fresedde riceve dal Ministero dei Beni Culturali l’importante qualifica di Centro Nazionale di Produzione Teatrale.